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Manca giusto la matematica per consegnare al Chievo la promozione diretta nella massima serie, meritatamente conquistata al termine di una stagione spettacolare, di un torneo mai così avvincente. Archiviato il passo falso di Mantova, dove la sconfitta è apparsa immeritata, con un avversario che si è limitato ad un tiro in porta in probabile fuorigioco (le immagini non chiariscono) ed un arbitro che ha annullato una rete regolare di Iunco e non ha concesso un evidentissimo rigore su Bentivoglio, la sfida con il Vicenza è pure risultata parecchio ostica, con i vicentini avidi di punti salvezza e, soprattutto, molto ben piazzati in campo. Ex post, il pareggio ci poteva stare, ma in una giornata che ha regalato risultati così determinanti dagli altri campi, il Chievo ha fatto bene a non farsi sfuggire due punti che lo hanno praticamente portato in serie A. Prima, ottima notizia della gara, lo schieramento
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Pellissier dal primo minuto, incisivo nell'azione che ha portato all'autorete vicentina e decisivo nel raddoppio che lo ha portato a quota 22 reti stagionali. Tra un brivido controllato dal grande Squizzi, un guizzo di Obinna ed un boato ad ogni risultato favorevole apparso sul tabellone, la partita è corsa via ed ha consolidato il primato dei gialloblù, che ora potranno conservare il primo posto anche limitandosi a due pareggi non belligeranti con Grosseto e Bari. Appuntamento, dunque, in Toscana per il ritorno tra i grandi, ed al Bentegodi per la grande, meritatissima festa.

Uno degli arbitri che meglio si sono comportati in campo quest'anno. Si è fatto notare poco, ha preso decisioni (corrette) con massima autorevolezza, non ha deciso il risultato. Bravo.
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